CATANIA – “Siamo soddisfatti seppure rimangono criticità da chiarire. Catania si afferma sempre più come un hub mondiale, rafforzando il proprio ruolo all’interno delle strategie globali. Tra gli elementi di positività, la previsione di crescita occupazionale tra le 2000 e le 3000 unità fino al 2034, ma restano alcune criticità come la flessione occupazione per il 2026 e il 2027 che UGL respinge con forza oltre a un monitoraggio e una programmazione attenta, soprattutto per le fasi 2 e 3 del progetto”.

Lo afferma Angelo Mazzeo, vice segretario nazionale Ugl Metalmeccanici al termine dell’incontro dedicato al piano di sviluppo del sito STMicroelectronics di Catania negli uffici dell’assessorato regionale alle Attività Produttive, alla presenza delle istituzioni, dell’azienda e delle rappresentanze sindacali.
Per l’Ugl Metalmeccanici insieme a Mazzeo, hanno partecipato Luigi Arancio, vice segretario Ugl Metalmeccanici Catania e coordinatore della RSU ST Catania, e Nello Zappalà, componente di segreteria ed RSU in STMicroelectronics Catania.
“Nel piano industriale di ST si conferma il ruolo di Catania come sito produttivo front-end ad alti volumi, con il mantenimento delle linee in silicio su M5 a 200 mm e lo sviluppo del GaN 200 mm 700V, oltre al rafforzamento delle attività di ricerca attraverso un ecosistema integrato di innovazione e l’adozione di metodologie avanzate di analisi dati e automazione, anche tramite strumenti come il digital twin R&D – spiega Mazzeo -. Inoltre sono state aggiornate alcune scadenze industriali posticipandole di circa un anno. Scadenze che comunque richiedono un passaggio fondamentale per essere ottemperate: l’acqua. Abbiamo avuto diverse rassicurazioni, ma ancora non c’è stato il passaggio finale. L’approvvigionamento e lo scarico delle acque rimangono condizione indispensabile per la piena attuazione degli investimenti e per la sottoscrizione dell’accordo quadro al Mimit. Senza salta tutto”, sottolinea Mazzeo.
In riferimento al mercato di ST, inoltre, Mazzeo auspica un ampliamento oltre al settore dell’automotive. “Sarà necessario sviluppare nuovi ambiti applicativi quali data center per l’intelligenza artificiale, robotica avanzata, applicazioni satellitari e soluzioni innovative per l’energia. Allo stesso tempo, bisogna mettere in sicurezza anche le tecnologie attuali, mantenendo il silicio su M5 e costruendo un mix tecnologico che possa dare stabilità e forza al sito”.
