CATANIA – «Avevamo lanciato l’allarme pubblicamente, sulla stampa e in Aula, dopo il precedente episodio di ricaduta di cenere vulcanica. Siamo stati ignorati». È questo il punto di partenza della dura presa di posizione dei capigruppo consiliari di Forza Italia, Lega e MPA al Comune di Catania, Piermaria Capuana, Maurizio Zarbo e Bruno Brucchieri, sui disagi che da giorni stanno interessando l’aeroporto “Vincenzo Bellini”.
Per i tre esponenti politici, il caos provocato dalla cenere dell’Etna rappresenterebbe la conferma delle criticità già denunciate nei mesi scorsi e, in particolare, dell’inadeguatezza della governance della SAC, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso.
«La cenere vulcanica non è un evento eccezionale – sostengono Capuana, Zarbo e Brucchieri – ma una condizione strutturale con la quale Catania convive da sempre. Continuare a trattarla come un’emergenza straordinaria significa certificare il fallimento della programmazione e dell’organizzazione di chi governa il sistema aeroportuale».
Nel mirino dei tre capigruppo non c’è l’evento naturale in sé, ma la capacità dello scalo di affrontarne le conseguenze. «Ciò che contestiamo non è l’Etna, ma l’incapacità di SAC di gestire l’ordinario», affermano, denunciando le difficoltà vissute in questi giorni da migliaia di passeggeri: «assenza di informazioni, assistenza insufficiente, mancanza di ristoro, indicazioni contraddittorie e totale incertezza sulle soluzioni alternative».
Una situazione che, secondo Forza Italia, Lega e MPA, avrebbe avuto pesanti ripercussioni anche sul territorio. «Cittadini bloccati, lavoratori in difficoltà, attività economiche danneggiate, prenotazioni annullate, strutture ricettive penalizzate e un’immagine della città devastata agli occhi dei visitatori». Per i tre consiglieri, ogni turista lasciato senza assistenza rappresenterebbe «una sconfitta per Catania» e un danno economico e reputazionale per la città.
I capigruppo riconoscono l’intervento della Regione Siciliana. «Apprezziamo l’intervento del presidente Renato Schifani e dell’assessore Alessandro Aricò, che stanno cercando di limitare i danni», dichiarano. Ma proprio l’intervento regionale, secondo la loro lettura, evidenzierebbe le difficoltà della risposta fornita autonomamente dalla società aeroportuale.
Particolare attenzione viene riservata anche al ruolo dell’aeroporto di Comiso. «Oggi viene evocato come soluzione, ma contemporaneamente si ammette che non è in grado di assorbire il traffico di Catania», sottolineano i tre esponenti consiliari, ricordando che i due scali fanno parte dello stesso sistema e sono gestiti dalla medesima società. Da qui la critica alla tanto annunciata complementarità tra Catania e Comiso: «Dopo anni di annunci, piani industriali e dichiarazioni sulla complementarità dei due scali, scopriamo che quella complementarità esiste solo nei comunicati stampa».
Secondo Forza Italia, Lega e MPA, la SAC avrebbe concentrato negli anni troppe energie sulle dinamiche interne e sulla governance, senza riuscire a costruire un sistema aeroportuale sufficientemente resiliente rispetto a un fenomeno prevedibile come quello della cenere vulcanica.
«Nel mondo esistono aeroporti che operano accanto a vulcani attivi e che hanno sviluppato procedure, tecnologie e capacità di risposta adeguate», affermano. «A Catania, invece, assistiamo sempre allo stesso copione: improvvisazione, ritardi, comunicazione confusa e scaricabarile».
I tre capigruppo ricordano inoltre di avere chiesto da tempo chiarimenti sui piani operativi, sui mezzi disponibili, sugli investimenti effettuati e programmati e sulle procedure previste per la gestione dei passeggeri e dei rapporti con le compagnie aeree. «A queste domande SAC non ha mai risposto in modo trasparente», accusano, definendo «intollerabile» il silenzio dei vertici della società.
Da qui la richiesta di un confronto immediato in Consiglio comunale. «Abbiamo chiesto un confronto istituzionale con SAC e quel confronto è stato evitato. Adesso basta», affermano Capuana, Zarbo e Brucchieri, chiedendo che i vertici della società si presentino in Aula per spiegare «cosa non ha funzionato, quali responsabilità esistono e quali misure intendano adottare».
Una richiesta che i tre capigruppo collegano direttamente al ruolo del Comune e della Città Metropolitana di Catania, entrambi soci della SAC. «Il Consiglio comunale rappresenta la città di Catania. Comune e Città Metropolitana, guidati dal sindaco Enrico Trantino, sono soci della società. La quota azionaria non può essere usata come scudo per sottrarsi al controllo democratico».
La conclusione è particolarmente dura. «Chi amministra una società pubblica che gestisce l’aeroporto di Catania ha il dovere di rispondere a Catania. Presentarsi in Consiglio non è una cortesia: è un obbligo istituzionale». E, aggiungono, se i vertici SAC dovessero continuare a sottrarsi al confronto, «il problema non è più soltanto gestionale ma politico».
I capigruppo di Forza Italia, Lega e MPA arrivano quindi a chiedere un’assunzione di responsabilità da parte dei vertici della società: «Chi non è disposto a confrontarsi con la città che ospita l’aeroporto non è degno di amministrare quell’aeroporto. Se i vertici SAC non hanno il coraggio della trasparenza e della responsabilità, abbiano almeno il coraggio di fare un passo indietro».
«Avevamo sollevato il problema prima. Avremmo preferito essere smentiti dai fatti. È accaduto il contrario», concludono Capuana, Zarbo e Brucchieri. «L’Etna eruttava ieri, erutta oggi ed erutterà domani; ciò che deve cambiare radicalmente è la governance di SAC, perché questa ennesima crisi dimostra che il sistema aeroportuale non è stato preparato a ciò che sapeva perfettamente sarebbe accaduto».
