CATANIA – «Il porto di Catania è una infrastruttura strategica per il futuro della città e non può essere ridimensionato nelle sue funzioni. È questa la posizione ribadita da Giacomo Rota, responsabile del Dipartimento Infrastrutture del PD Catania, intervenendo sul futuro dello scalo e sul Piano Regolatore del Porto».
«Il porto non può essere considerato una realtà separata dal tessuto urbano, produttivo e sociale, né può essere oggetto di processi che ne riducano funzioni, capacità e prospettive – afferma Rota –. Al contrario, deve essere rafforzato e sviluppato, perché costituisce una delle infrastrutture strategiche sulle quali costruire una parte significativa della crescita futura del territorio».
Il dirigente dem chiarisce però che la difesa dello scalo non significa difesa acritica degli atti amministrativi. «La nostra non è una difesa ad oltranza del Piano Regolatore licenziato dall’Autorità portuale: qualunque vizio legale deve essere corretto. Ma ogni tentativo di strumentalizzare il doveroso vaglio della Magistratura sul Piano Regolatore per delegittimare la volontà di incrementare, ammodernare e sviluppare il porto di Catania deve essere rigettato con forza».
Per Rota, la crescita dello scalo deve essere accompagnata dalla tutela del territorio e da una visione complessiva della città. «Sviluppo infrastrutturale, tutela del territorio e qualità urbana non sono obiettivi alternativi. La vera sfida consiste nel farli convivere all’interno di una visione complessiva della città».
Tra le priorità indicate dal PD ci sono la salvaguardia ambientale e paesaggistica, il rafforzamento della vocazione turistica dello scalo e il collegamento con il sistema produttivo. «Il porto deve diventare sempre di più una grande porta d’ingresso alla Sicilia, capace di intercettare turismo internazionale, qualificare i flussi e generare opportunità economiche diffuse».
Al tempo stesso, secondo Rota, «porto e zona industriale devono essere pensati come parti complementari della stessa strategia di sviluppo», mentre porto, aeroporto, ferrovia, autostrade e centro urbano devono essere inseriti in un unico disegno territoriale.
Ora, però, la fase decisiva sarà quella della realizzazione degli interventi. Il PD annuncia quindi una vigilanza attenta su progettazione, cantieri, tempi, costi e utilizzo delle risorse pubbliche.
«Su un’opera di tale rilevanza non può esistere alcuna zona d’ombra – sottolinea Rota –. Legalità, trasparenza degli affidamenti e impermeabilità rispetto a qualsiasi tentativo di infiltrazione mafiosa devono costituire condizioni inderogabili dell’intero processo».
L’obiettivo finale, conclude il responsabile Infrastrutture del PD Catania, è fare del porto uno dei motori dello sviluppo della città: «Un porto più forte dentro una città più forte, capace di coniugare crescita economica, tutela del territorio, legalità, lavoro e qualità della vita».
«Sviluppare il porto di Catania non significa soltanto realizzare una grande infrastruttura – conclude Rota –. Significa scegliere quale ruolo Catania vuole avere nel Mediterraneo e costruire, attraverso quella scelta, nuove opportunità per il territorio e per le generazioni che verranno».
