Scuola, Raia: «No ai tagli all’Asacom, i diritti degli alunni con disabilità non si negoziano»

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Politica

CATANIA – «Il servizio Asacom non si taglia. I diritti non si negoziano». Concetta Raia, già deputata regionale e dirigente regionale del Pd, interviene sulla possibile riduzione delle ore di Assistenza all’Autonomia e alla Comunicazione nelle scuole della Città Metropolitana di Catania.

A destare preoccupazione è, in particolare, quanto emergerebbe dalla bozza del nuovo Accordo di Programma sull’inclusione scolastica, che prevederebbe un limite alle ore di assistenza destinate agli studenti con disabilità. Per gli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado si ipotizzerebbe un massimo di 12 ore settimanali, a fronte di un orario curricolare di 30 ore, con una riduzione che riguarderebbe anche infanzia e primaria.

«Se confermata, questa scelta rappresenterebbe un arretramento culturale, sociale e istituzionale – afferma Raia – che colpirebbe gli studenti più fragili e le loro famiglie. Non si risanano i bilanci riducendo i diritti».

Secondo l’esponente del Pd, stabilire un tetto preventivo alle ore di assistenza rischierebbe inoltre di entrare in contrasto con il principio di una risposta costruita sui bisogni individuali dell’alunno e con il lavoro svolto da GLO, famiglie, scuola, Asp e dagli altri soggetti coinvolti nel percorso di inclusione.

«L’assistente all’Autonomia e alla Comunicazione non è un costo da eliminare – prosegue Raia – ma una figura che rende concretamente possibile il diritto allo studio, consentendo allo studente di comunicare, partecipare, apprendere e sviluppare la propria autonomia».

Raia chiama quindi in causa i sindaci della Città Metropolitana, il Comune di Catania, l’Ufficio scolastico regionale, l’Asp e le altre istituzioni coinvolte, chiedendo di respingere «qualsiasi ipotesi di riduzione delle ore» e l’introduzione di tetti prestabiliti.

«Saremo al fianco delle famiglie, degli studenti, delle associazioni e degli operatori del settore – conclude –. L’inclusione non si proclama: si garantisce».