Parco dell’Alcantara, vertice sull’emergenza: gravi danni alle aziende nelle aree protette

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Due nodi centrali per il futuro del territorio dell’Alcantara – l’emergenza cinghiali e la nuova perimetrazione con la relativa zonizzazione del Parco – sono stati al centro di un importante tavolo di confronto promosso su iniziativa del deputato regionale del Mpa, Santo Primavera, a seguito delle sollecitazioni giunte da diversi amministratori locali del comprensorio, in particolare dei Comuni di Castiglione di Sicilia e Randazzo. All’incontro hanno preso parte il presidente dell’Ente Parco dell’Alcantara, Carmelo Calabrò, i tecnici dello stesso ente con il direttore Tamburino, i consiglieri comunali di Randazzo Giuseppe Lo Castro e Nunziata Santangelo, il consigliere di Castiglione di Sicilia Antonio Damico, gli assessori del Comune di Maniace Corrado Bontempo e Nunzio Lupica e il presidente del Centro Studi Agricolo Sicilia, Francesco Sgroi, che ha fornito un qualificato supporto tecnico sulle problematiche che attagliano il comparto agricolo.

Il proliferare dei cinghiali all’interno delle aree protette continua a causare ingenti danni alle numerose aziende agricole e zootecniche del parco. Avvalendosi della consulenza del Centro Studi Agricolo Sicilia, il deputato Primavera ha illustrato le linee guida per un intervento concreto a sostegno dei proprietari terrieri.

«Insieme abbiamo auspicato che l’assessorato regionale all’Agricoltura, attingendo alle risorse comunitarie, emani un bando specifico destinato alle aziende e ai proprietari del territorio – dichiara Santo Primavera –. L’obiettivo è assegnare contributi per l’installazione di recinzioni di nuova generazione, capaci di arginare efficacemente le incursioni dei cinghiali e tutelare le colture». La proposta sarà ufficialmente incardinata in Commissione Agricoltura all’Ars, dove verrà richiesta un’audizione con tutti gli Enti Parco della Sicilia: un passaggio ritenuto indispensabile poiché il fenomeno riguarda l’intero territorio regionale e richiede strumenti straordinari di gestione, a fronte delle rigide restrizioni vigenti sull’attività venatoria nelle riserve.

L’altro tema cardine ha riguardato le norme di attuazione legate alla riperimetrazione e alla nuova zonizzazione dell’Ente Parco. Attualmente è in corso una fase interlocutoria tra la Regione, gli enti locali e le comunità residenti, in vista dell’imminente apertura dei termini per la presentazione delle osservazioni dei cittadini.

«L’obiettivo prioritario è duplice – sottolinea Primavera –: da un lato dobbiamo assolutamente evitare l’imbalsamazione del parco, che con vincoli eccessivamente rigidi finirebbe per paralizzare gli interventi di recupero e riqualificazione delle abitazioni e delle strutture esistenti; dall’altro occorre salvaguardare l’ecosistema nel pieno rispetto delle tradizioni agricole e degli usi consolidati nei secoli». Per approfondire i singoli aspetti regolamentari e definire le osservazioni da sottoporre all’Assessorato regionale competente, le parti si sono date appuntamento per un ulteriore incontro tecnico di merito.