IOM di Viagrande, protesi del capezzolo: il tumore al seno fa un po’ meno paura

E’ stato realizzato presso l’Istituto Oncologico del Mediterraneo di Viagrande (CT) uno dei primi interventi di protesi del capezzolo a seguito di mastectomia effettuati in Sicilia. L’intervento è stato eseguito dal dott. Corrado Fichera, chirurgo plastico della “Breast Unit” IOM. 

La mastectomia, pur salvando la vita della paziente, può avere un impatto emotivo e psicologico significativo sulle donne che devono affrontarla. La perdita del seno non riguarda solo la fisicità, ma colpisce profondamente la percezione di sé e l’autostima.

Fortunatamente, i progressi nella chirurgia plastica offrono opzioni di ricostruzione che vanno oltre la semplice ricostruzione del seno, compresa la ricostruzione del capezzolo, un passo importante verso la completa guarigione fisica ed emotiva.

La ricostruzione del capezzolo è solitamente l’ultimo passo nel percorso di ricostruzione del seno dopo una mastectomia. Questo perché è importante che il seno ricostruito sia stabile e abbia raggiunto una forma definitiva prima di procedere con la ricostruzione del capezzolo. Ciò garantisce che il capezzolo ricostruito sia posizionato correttamente rispetto al seno e che si adatti al nuovo contorno.

https://www.grupposamed.com/it/news-eventi/305-protesi-del-capezzolo-post-mastectomia

Alle tecniche utilizzate fino ad oggi per la ricostruzione del capezzolo – la tecnica del lembo che prevede il prelievo di tessuto da altre parti del corpo per la ricostruzione e la tecnica del tatuaggio medicale che prevede l’applicazione di pigmenti sulla pelle per ricreare l’armonia cromatica – si affianca una nuova metodica.

L’utilizzo della protesi del capezzolo FixNip NRI – spiega il dott. Fichera – è una nuova tecnica che prevede il posizionamento di un impianto in silicone e nitinol sotto la cute. Si tratta di un intervento semplice, veloce, indolore che prevede una procedura ambulatoriale minimamente invasiva effettuata in anestesia locale. Meno cicatrici e minor rischio di necrosi. La protesi garantisce un risultato stabile nel tempo. Ha, infatti, una forma conica con apice che ricrea perfettamente la proiezione e la forma naturale dell’areola – capezzolo. A seguire, dopo qualche mese, si può procedere con il tatuaggio medicale. Ovviamente va valutato ogni singolo caso perché ci possono essere delle limitazioni collegate alla radioterapia e chemioterapia

E’ veramente molto bello – conclude Fichera – sapere che le pazienti, dopo un percorso di cura difficile, possono tornare alla normalità e riappropriarsi completamente della propria femminilità. Sono molto contento che il nostro Istituto ha avuto la lungimiranza di fare questo passo avanti nella cura della Donna nel suo complesso.

INFO E PRENOTAZIONI
T. 095 7895000


(Paesi Etnei Oggi Promotion)

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