Etna, Assoesercenti: «Serve un piano permanente per gestire le emergenze»

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CATANIA – La sicurezza dei voli viene prima di tutto, ma le conseguenze delle eruzioni dell’Etna non possono più essere affrontate come se si trattasse di eventi imprevedibili. È il messaggio lanciato dal presidente di Assoesercenti, Salvo Politino, intervenendo sulle ripercussioni economiche delle limitazioni operative dell’aeroporto di Catania.

«La sicurezza dei voli viene prima di tutto, ma non possiamo continuare ad affrontare ogni emergenza legata all’Etna come se fosse un evento imprevedibile», afferma Politino. «L’attività vulcanica è un fenomeno naturale ricorrente e dobbiamo essere preparati a gestirne preventivamente le conseguenze».

Fontanarossa, infrastruttura strategica per l’economia siciliana

Il punto di partenza sono i numeri dello scalo etneo. Secondo i dati riportati nel Bilancio di Sostenibilità SAC 2025, l’aeroporto di Catania ha movimentato oltre 12,3 milioni di passeggeri nel corso dell’anno. Nel solo luglio 2025, i passeggeri sono stati oltre 1,25 milioni, con una media di circa 40.500 passeggeri al giorno. Di questi, oltre 570 mila erano passeggeri internazionali.

«Numeri che dimostrano quanto Fontanarossa sia strategico non soltanto per la mobilità, ma per l’intero sistema economico e turistico della Sicilia orientale», sottolinea Politino. «Quando un’infrastruttura di queste dimensioni subisce una forte limitazione, gli effetti non possono essere confinati all’interno dell’aeroporto».

Secondo Assoesercenti, infatti, ogni interruzione o forte riduzione dell’operatività dello scalo coinvolge una filiera molto più ampia di quella direttamente legata al trasporto aereo.

Hotel, B&B, case vacanza, ristoranti, agenzie di viaggio, tour operator, guide turistiche, imprese di escursioni, NCC, taxi, autonoleggi, bus turistici e attività commerciali sono direttamente o indirettamente esposti alle conseguenze di cancellazioni, dirottamenti e mancati arrivi.

«Non dobbiamo guardare soltanto al passeggero che rimane a terra – spiega il presidente di Assoesercenti – ma a tutto ciò che quel passeggero avrebbe acquistato una volta arrivato in Sicilia: una camera, un transfer, un’escursione, un’automobile, un pasto o un altro servizio turistico».

È proprio questo, secondo l’associazione, l’«effetto moltiplicatore» dell’emergenza aeroportuale: un problema che nasce nello scalo può trasformarsi rapidamente in un danno per numerose categorie economiche.

Una prima stima: fino a 24 milioni di euro di spesa turistica potenzialmente coinvolta

Assoesercenti ha elaborato anche una prima stima prudenziale del volume di spesa turistica potenzialmente esposto in caso di una forte disruption dello scalo protratta per quattro giornate.

Partendo dai circa 40.500 passeggeri movimentati mediamente ogni giorno nel luglio 2025, l’associazione ha ipotizzato una quota di traffico riconducibile alla domanda turistica compresa tra il 20 e il 30 per cento e una spesa media per viaggiatore tra 400 e 500 euro.

Sulla base di queste ipotesi, il volume di spesa turistica potenzialmente coinvolto in quattro giorni si collocherebbe indicativamente tra 12,9 e 24 milioni di euro.

Nello scenario prudenziale, con una quota turistica del 20 per cento, si stimano circa 8.100 viaggiatori al giorno e una spesa media di 400 euro, per un volume potenziale di 12,9 milioni di euro in quattro giorni. Nello scenario intermedio, con il 25 per cento di traffico turistico e una spesa media di 450 euro, il valore salirebbe a circa 18 milioni. Nello scenario più alto, con una quota del 30 per cento e una spesa media di 500 euro, la stima raggiungerebbe circa 24 milioni di euro.

L’associazione precisa che non si tratta della quantificazione del danno economico effettivamente subito dalle imprese, ma della stima del volume di spesa potenzialmente esposto all’emergenza.

Per determinare il danno reale, spiega Assoesercenti, sarebbe infatti necessaria una rilevazione diretta presso le attività interessate, considerando cancellazioni, mancati arrivi, soggiorni abbreviati, rimborsi, costi di riprotezione, servizi non fruiti e perdita effettiva di fatturato.

La proposta: un “Piano Etna – Continuità Turistica”

Per Assoesercenti è quindi necessario cambiare approccio e passare dalla gestione dell’emergenza alla programmazione preventiva.

L’associazione propone la creazione di un “Piano Etna – Continuità Turistica”, attraverso una cabina di regia permanente che coinvolga SAC, ENAC, ENAV, Regione Siciliana, Protezione civile, gli aeroporti di Palermo, Comiso e Trapani, le compagnie aeree, Trenitalia e le rappresentanze delle imprese turistiche.

Il piano, secondo la proposta, dovrebbe prevedere sistemi di allerta tempestivi rivolti anche agli operatori turistici, comunicazioni coordinate e immediate su voli, cancellazioni e dirottamenti, procedure già predisposte per l’utilizzo degli aeroporti alternativi e collegamenti ferroviari e bus sostitutivi.

Tra gli interventi indicati anche un sistema di assistenza coordinata ai passeggeri, protocolli per la gestione di cancellazioni e riprotezioni, il monitoraggio immediato dell’impatto economico e strumenti di sostegno alle imprese nel caso di interruzioni prolungate.

«Non possiamo fermare l’Etna e non dobbiamo certamente mettere in discussione i criteri di sicurezza dei voli», ribadisce Politino. «Possiamo però prepararci. Se sappiamo che un fenomeno naturale può determinare la chiusura o la limitazione di Fontanarossa, dobbiamo sapere in anticipo come garantire la continuità dei collegamenti e come proteggere la filiera turistica».

L’obiettivo dell’associazione è anche quello di trasformare l’impatto delle emergenze in dati misurabili. «Vogliamo trasformare le percezioni in dati concreti – conclude il presidente di Assoesercenti – e mettere a disposizione delle istituzioni una fotografia reale del costo economico dell’emergenza per le imprese».

Per Assoesercenti, dunque, la sfida è costruire un sistema permanente di prevenzione e gestione capace di tutelare, insieme alla sicurezza dei passeggeri, anche la continuità economica di un comparto turistico che considera l’aeroporto di Catania una delle principali porte d’ingresso della Sicilia.